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COVID-19: LA PULIZIA NELLE SCUOLE

Pulizia e disinfezione nelle scuole: attrezzature, rischi e normativa

Le operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche con riferimento anche all’emergenza COVID-19. Focus sulle attrezzature, sui rischi chimici, sulla disinfezione e sulle norme per la pulizia di ambienti non sanitari.

In relazione all’attuale fase di riapertura delle scuole e alle esigenze, in tempi di pandemia COVID-19, di idonee attività di pulizia, disinfezione e sanificazione, torniamo a presentare un documento Inail che sottolinea come queste attività rappresentino “interventi primari di prevenzione della diffusione di malattie e di infezioni”.

Le attrezzature per la pulizia e la corretta disinfezione nella scuola
Il documento – a cura di Clara Resconi (Inail, Direzione regionale Sicilia, Contarp) con la collaborazione di Bernardo Moschella, Federico Passaro e Francesco Paolo Triscari (Ufficio scolastico regionale per la Sicilia), Gesualdo Rubbonello e Rachele Scaglione (Inail, Direzione regionale Sicilia) – non affronta solo i temi generali e organizzativi ma presenta anche alcune informazioni generali utili nello specifico in ogni realtà scolastica.

Si indica che per la pulizia degli ambienti si ritengono indispensabili le seguenti attrezzature:
  • “Panni-spugna differenziati per codice colore e teli monouso per la spolveratura (si sconsigliano le normali spugne perché facilmente inquinabili).
  • Scope trapezoidali e scope tradizionali.
  • Asta pulivetro, vello lavavetro”.
  • Sistema MOP (sistema di lavaggio adatto sia alle grandi che alle piccole superfici). Si sottolinea “la necessità di utilizzare più sistemi MOP in base alle zone da pulire: uno per i servizi igienici, uno per gli ambienti didattici in genere (sezioni, aule, palestre, laboratori, ecc.) e uno per la cucina e il locale refezione.
  • Sistema MOP con serbatoio per autocaricamento;
  • Dispositivi di protezione individuale (camice, guanti, scarpe antiscivolo).
  • Macchina lava – asciuga pavimenti, ove possibile.
  • Aspirapolvere, ove necessaria.
  • Soffiatore, aspiratore, trituratore foglie.
  • Lavatrice (ove possibile)”.
 Riguardo alla manutenzione si ricorda poi che tutto il materiale per la pulizia “deve essere regolarmente pulito dopo l'uso in quanto spugne, stracci, telini possono essere importante veicolo di contagio di infezioni o patologie; ove possibile si consiglia l’uso di materiale monouso. Alla fine delle operazioni di pulizia le frange MOP, le garze, i panni devono essere lavati con acqua calda e disinfettati. Si consiglia di utilizzare il lavaggio in lavatrice ad alta temperatura (maggiore di 60° C) che consente una più efficace pulizia e una adeguata disinfezione a calore”.
Si segnala poi che l’uso della lavatrice “presenta alcuni vantaggi: si evita l'uso di disinfettanti chimici, si abbreviano le procedure di pulizia del materiale lavabile, si riduce il ricorso a materiale monouso. In alternativa alla lavatrice si deve eseguire la pulizia manuale in un lavandino adibito unicamente a questo scopo, seguita da immersione in soluzione acquosa di cloro allo 0,5% per almeno 10 minuti, avendo cura di eseguire separatamente il lavaggio dei materiali precedentemente usati per la pulizia del bagno dai materiali utilizzati in altri ambienti”.
Si indica poi di “evitare di lasciare in ammollo gli stracci per periodi superiori a quelli necessari per una corretta disinfezione (10-20 minuti)”. E, anche con riferimento all’attuale emergenza COVID-19, si indica che “tutti i contenitori (secchi, anche quelli del MOP) usati per le operazioni di pulizia, le scope delle latrine e altre attrezzature per i servizi igienici devono essere lavati con acqua e detergente e successivamente disinfettati con una soluzione acquosa di cloro allo 0,5% per almeno 10 minuti. L'umidità favorisce la crescita microbica: gli stracci, le spugne, le frange, le scope delle latrine vanno asciugati in ambiente aerato, quando è possibile con l'esposizione diretta al sole”. 

La conservazione delle attrezzature e il rischio chimico
Il documento interviene poi su alcuni aspetti operativi che riguardano anche il rischio chimico in ambiente scolastico.
Si indica che per la conservazione delle attrezzature è necessario individuare “un locale, rigorosamente chiuso a chiave, destinato a ripostiglio per la conservazione di tutti i prodotti e le attrezzature”.
Bisogna “mantenere, nei limiti del possibile, le confezioni originali dei prodotti con relative schede tecniche e schede dati di sicurezza facilmente disponibili e consultabili”. E “dopo l'uso, richiudere accuratamente le confezioni del detergente e del disinfettante”.
È poi fondamentale “etichettare e riporre materiale e strumenti a seconda delle aree (materiale separato per bagni, cucine, aule e sezioni) e a seconda dell'utilizzo (per water, lavandino, altre superfici). Questo, oltre a rispondere a esigenze igieniche, faciliterà l'utilizzo delle attrezzature da parte del personale assegnato per le sostituzioni”.
Si riportano poi alcune indicazioni sul travaso di prodotti.
Si indica che “nel caso occorra travasare i prodotti (ad esempio quando la fornitura è in confezioni molto grandi o in forma solida da sciogliere o necessita una diluizione), i nuovi contenitori devono essere chiaramente etichettati, indicando il nome del prodotto la classificazione di rischio”.

La normativa sulla pulizia di ambienti non sanitari
Riportiamo infine alcune indicazioni tratte dalla Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 che fornisce informazioni anche sulla pulizia di ambienti non sanitari.
Si indica che in stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari “dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati verranno applicate le misure di pulizia di seguito riportate:
  • a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati;
  • per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo la pulizia.
  • per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo la pulizia con un detergente neutro.
  • durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti”.
Si ricorda che tutte le operazioni di pulizia “devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe) e deve seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione). Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto”.

Infine “vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari. La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente. Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina (o prodotti a base di ipoclorito di sodio)”.
Segnaliamo, in conclusione, che il documento si sofferma anche sui dispositivi di protezione personale e sul loro utilizzo.

Riferimento:
Inail, Direzione Regionale Sicilia, Consulenza tecnica accertamento rischi e prevenzione, “ Gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche. Istruzioni per l’uso”, a cura di Clara Resconi (Inail, Direzione regionale Sicilia, Contarp) con la collaborazione di Bernardo Moschella, Federico Passaro e Francesco Paolo Triscari (Ufficio scolastico regionale per la Sicilia), Gesualdo Rubbonello (Inail, Direzione regionale Sicilia, Contarp) e Rachele Scaglione (Inail, Direzione regionale Sicilia, Attività istituzionali)

Fonte: Puntosicuro
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