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INFORTUNI E MALATTIE PROFESSIONALI: I DATI INAIL 2020

Infortuni e malattie professionali: online i dati dei primi cinque mesi del 2020

Le denunce di infortunio sul lavoro le patologie di origine professionale presentate all’INAIL tra gennaio e maggio sono diminuzione. I dati sono fortemente influenzati dall’emergenza Coronavirus.

Nella sezione “Open data” del sito Inail sono disponibili i dati analitici delle denunce di infortunio – nel complesso e con esito mortale – e di malattie professionali presentate all’Istituto entro il mese di maggio. Nella stessa sezione sono pubblicate anche le tabelle del “modello di lettura” con i confronti “di mese” (maggio 2019 vs maggio 2020) e “di periodo” (gennaio-maggio 2019 vs gennaio-maggio 2020).
Gli open data pubblicati sono provvisori e il loro confronto richiede cautele, in particolare rispetto all’andamento degli infortuni con esito mortale, soggetti all’effetto distorsivo di “punte occasionali” e dei tempi di trattazione delle pratiche. Per quantificare il fenomeno, comprensivo anche dei casi accertati positivamente dall’Istituto, sarà quindi necessario attendere il consolidamento dei dati dell’intero 2020, con la conclusione dell’iter amministrativo e sanitario relativo a ogni denuncia.
Nel numero complessivo degli infortuni sono comprese anche le comunicazioni obbligatorie effettuate ai soli fini statistici e informativi da tutti i datori di lavoro e i loro intermediari, compresi i datori di lavoro privati di lavoratori assicurati presso altri enti o con polizze private, degli infortuni che comportano un’assenza dal lavoro di almeno un giorno, escluso quello dell’evento.
Il confronto tra i primi cinque mesi del 2020 e del 2019 è da ritenersi poco significativo, sostanzialmente per due motivi principali: la sospensione su tutto il territorio nazionale, a partire da marzo, di ogni attività produttiva considerata non necessaria, che si sta rivelando determinante per il calo delle denunce d’infortunio in complesso, e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello stesso mese, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, alle quali sono dedicati specifici comunicati, che sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei decessi registrati in questa prima parte dell’anno, i cui effetti si potranno però valutare solo a consolidamento nei prossimi mesi.

DENUNCE DI INFORTUNIO
Le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’Inail entro lo scorso mese di maggio sono state 207.472, in diminuzione di circa 62mila casi rispetto alle 269.431 dei primi cinque mesi del 2019 (-23,0%). Questa diminuzione è influenzata in particolare dal sostenuto calo delle denunce registrate tra marzo e maggio, che sono state 34mila in meno rispetto al trimestre marzo-maggio 2019 (-35,6%), a causa soprattutto dello stop di ogni attività produttiva considerata non essenziale per il contenimento dell’epidemia da nuovo Coronavirus.
I dati rilevati al 31 maggio di ciascun anno evidenziano a livello nazionale un decremento sia dei casi avvenuti in occasione di lavoro, passati da 229.923 a 184.755 (-19,6%), sia di quelli in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il luogo di lavoro, che hanno fatto registrare un calo del 42,5%, da 39.508 a 22.717. Il confronto del trimestre marzo-maggio 2020 con l’analogo trimestre del 2019 documenta come le diminuzioni siano molto più marcate, pari rispettivamente a -30,4% e -68,9%.
Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati nei primi cinque mesi del 2020 è diminuito del 12,1% nella gestione Industria e servizi (dai 198.817 casi del 2019 ai 174.845 del 2020), del 24,7% in Agricoltura (da 12.846 a 9.672) e del 60,3% nel Conto Stato (da 57.768 a 22.955). Per quest’ultima gestione, in particolare, si è registrato tra marzo e maggio un crollo delle denunce, dalle oltre 34mila del 2019 alle quasi 1.900 del 2020 (-94,5%), per effetto dell’utilizzo della prestazione lavorativa in modalità agile da parte della quasi totalità dei dipendenti statali e dell’assenza degli studenti nelle scuole/università statali, chiuse per evitare il propagarsi del contagio. Anche le gestioni Industria e servizi e Agricoltura hanno registrato diminuzioni più sostenute, se riferite al trimestre marzo-maggio (-18,5% e - 40,4% rispettivamente).
In controtendenza rispetto all’andamento degli altri settori economici, il settore Ateco “Sanità e assistenza sociale” ha registrato un forte incremento delle denunce di infortunio in occasione di lavoro: +194% sui primi cinque mesi dell’anno e +326% su base trimestrale (marzo-maggio 2020 vs marzo-maggio 2019), passando dagli oltre seimila casi registrati nel periodo marzo-maggio 2019 ai quasi 27mila del trimestre marzo-maggio 2020 (circa tre denunce su quattro riguardano il contagio da Covid-19).
L’analisi territoriale evidenzia nei primi cinque mesi del 2020 un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese. Questa flessione risulta essere decisamente più contenuta nel Nord-Ovest (-11,0%) e più accentuata nel Nord-Est (-25,8%), al Centro (-28,6%), al Sud (-32,3%) e nelle Isole (-30,5%). Se si limita il confronto al solo trimestre marzo-maggio, i cali registrati nelle singole ripartizioni geografiche sono più evidenti: -16% per il Nord-Ovest, -40% circa per il Nord-Est, -45% per il Centro e -50% circa per Sud e Isole.
La flessione che emerge dal confronto dei primi cinque mesi del 2019 e del 2020 è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un -30,6% (da 169.837 a 117.868 denunce), mentre per quella femminile si attesta al -10,0% (da 99.594 a 89.604). Nei mesi di marzo-maggio, in particolare, rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, le denunce si sono praticamente dimezzate per i lavoratori (-48,7%) e ridotte del 12,8% per le lavoratrici.
Tra gennaio e maggio la diminuzione ha interessato sia i lavoratori italiani (-23,9%), sia quelli comunitari (-11,3%) ed extracomunitari (-20,5%), con cali percentuali più sostenuti se limitati al confronto del solo trimestre marzo-maggio. Dall’analisi per classi di età emergono decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 45-64 anni.

CASI MORTALI
Le denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto nei primi cinque mesi di quest’anno sono state 432 che, pur nella provvisorietà dei dati, mostrano già un aumento di 41 casi rispetto ai 391 registrati nello stesso periodo del 2019 (+10,5%). Questo aumento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 maggio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.
A livello nazionale, rispetto ai primi cinque mesi dell’anno scorso, si registra una riduzione solo degli infortuni in itinere, che sono passati da 112 a 68 (-39,3%), mentre quelli avvenuti in occasione di lavoro sono aumentati da 279 a 364 (+30,5%). L’aumento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 342 a 378 denunce) e il Conto Stato (da 5 a 22), mentre l’Agricoltura ha registrato 12 casi in meno (da 44 a 32).
Tre gli incidenti plurimi avvenuti nei primi cinque mesi di quest’anno, per un totale di sei decessi: il primo in gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto, il secondo in febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi, e l’ultimo in marzo, con due vittime in un incidente stradale in provincia di Torino. Lo scorso anno, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e maggio (tutti stradali) erano stati otto, con 16 casi mortali denunciati.
Dall’analisi territoriale emerge una diminuzione di quattro casi mortali nel Nord-Est (da 83 a 79), di 12 al Centro (da 84 a 72) e di 13 nelle Isole (da 41 a 28). Il Nord-Ovest si contraddistingue, invece, per un incremento di 55 casi mortali (da 102 a 157), complici gli aumenti soprattutto della Lombardia (+45) e del Piemonte (+6). Anche il Sud registra 15 casi mortali in più (12 solo in Puglia).
L’incremento rilevato nel confronto tra i primi cinque mesi del 2020 e del 2019 è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 358 a 394 (+36 decessi), mentre quella femminile ha fatto registrare cinque casi in più, da 33 a 38. In aumento le denunce di infortuni mortali dei lavoratori italiani (da 320 a 366) ed extracomunitari (da 42 a 43), in calo quelle dei lavoratori comunitari (da 29 a 23).
Dall’analisi per classi di età si contraddistinguono per un aumento dei decessi quelle tra i 30-34 anni e, soprattutto, degli over 55, rispetto alla diminuzione registrata nelle altre fasce.

DENUNCE DI MALATTIA PROFESSIONALE
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi cinque mesi del 2020 sono state 16.684, 10.701 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-39,1%). Anche in questo caso a influenzare la flessione è il numero più contenuto delle denunce presentate tra marzo e maggio 2020, in riduzione del 65% rispetto allo stesso trimestre del 2019.
Nei primi cinque mesi del 2020 si sono registrate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (-36,2%, da 21.656 a 13.814 casi), in Agricoltura (-50,7%, da 5.437 a 2.679) e nel Conto Stato (-34,6%, da 292 a 191). Dall’analisi territoriale dei dati emergono cali delle patologie denunciate nel Nord-Ovest (-49,4%), nel Nord-Est (-44,3%), al Centro (-34,6%), al Sud (-42,6%) e nelle Isole (-22,4%).
In ottica di genere si rilevano 7.667 denunce di malattia professionale in meno per i lavoratori, da 19.896 a 12.229 (-38,5%), e 3.034 in meno per le lavoratrici, da 7.489 a 4.455 (-40,5%). Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (passate da 25.469 a 15.512, pari a un calo del 39,1%), sia quelle dei lavoratori comunitari (da 657 a 403, -38,7%) ed extracomunitari (da 1.259 a 769, -38,9%).
Le prime tre malattie professionali denunciate nei primi cinque mesi del 2020 continuano a essere, nell’ordine, le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo e quelle del sistema nervoso e dell’orecchio, seguite dalle malattie del sistema respiratorio e dai tumori: tutte registrano diminuzioni nei periodi in esame.

Open data
Nell'ambito del processo di valorizzazione del proprio patrimonio informativo, l'Inail mette a disposizione dei cittadini un set di dati pubblici, in formato aperto e senza restrizioni per il riutilizzo.

Fonti: INAIL, Puntosicuto
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