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MALATTIE PROFESSIONALI: RAPPORTO INAIL

Malprof: il decimo rapporto sulle malattie professionali

Pubblicato un nuovo rapporto sulle malattie professionali che propone una panoramica a livello nazionale e regionale dei dati riguardanti le segnalazioni nel biennio 2017 – 2018. I dati nazionali e i dati della Regione Emilia-Romagna.

Nella presentazione del nuovo rapporto Malprof, il decimo, sulle malattie professionali, Sergio Iavicoli, Direttore del Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale (Dimeila) dell’ Inail, ricorda che nella strategia europea 2014 - 2020 sono state evidenziate le sfide, ancora attuali, che sono comuni all’Unione Europea e che richiedono iniziative mirate. In particolare venivano individuate tre 3 sfide fondamentali:
  • “migliorare l’attuazione delle disposizioni di legge, rafforzando la capacità delle microimprese e delle piccole imprese di mettere in atto misure di prevenzione dei rischi efficaci;
  • migliorare la prevenzione delle malattie legate al lavoro affrontando i rischi noti ed emergenti;
  • far fronte al cambiamento demografico”.
E se “il tema delle conoscenze sulle malattie di origine lavorativa è centrale nella strategia europea”, questo tema trova riscontro anche nel contesto normativo italiano.
Si ricorda che nell’assetto istituzionale delineato dal d.lgs. 81/2008 il livello centrale “ha il compito di elaborare le politiche e le strategie nazionali per la salute e sicurezza sul luogo di lavoro, fornendo supporto e indirizzi per le attività di prevenzione svolte a livello locale”. Ed infatti il Piano nazionale della prevenzione (Pnp), adottato con intesa in Conferenza Stato-Regioni, “richiama la necessità strategica di agire sul sistema degli attori coinvolti nelle politiche di prevenzione della salute e sicurezza sul luogo di lavoro, con l’obiettivo di sviluppare azioni volte, tra le altre, a perfezionare i sistemi e gli strumenti di conoscenza dei rischi e dei danni da lavoro attraverso l’utilizzo dei sistemi di sorveglianza già attivi”, tra cui il sistema di sorveglianza Malprof dedicato alle malattie professionali e finalizzato a studiare le relazioni tra le malattie segnalate e le attività svolte dai lavoratori.
Per questi obiettivi, con il fine di programmare “interventi di prevenzione e promozione della salute alla luce delle evidenze epidemiologiche e delle peculiarità settoriali e territoriali”, risulta dunque essenziale l’attività di analisi dei dati statistici e assetto produttivo italiano, anche per identificare fattori di rischio e determinanti sui quali agire. Attività di analisi che è permessa dal documento “Malprof 2017 – 2018 - Il decimo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali”, una pubblicazione realizzata dal Dipartimento Dimeila e curata da Giuseppe Campo (coordinatore scientifico), Antonio Leva, Paolo Montanari, Adriano Papale (Inail, Dimeila) insieme al Gruppo di Lavoro Malprof.

Il decimo rapporto sulle malattie professionali: i dati generali
Il documento indica che il nuovo rapporto Malprof 2017 - 2018 – Qualche mese fa abbiamo presentato il precedente rapporto – “conclude idealmente una fase ventennale del sistema di sorveglianza sulle malattie professionali gestito da Inail Ricerca in collaborazione con le Regioni”. In particolare dal 1999 al 2018 “le segnalazioni raccolte sono state più di 200.000, con un trend in aumento e con un assestamento, negli ultimi otto anni del periodo, ad una quota superiore ai 16.000 casi annui”.
Con riferimento all’analisi dei dati sono riportate varie indicazioni:
  • si conferma la “preminenza delle malattie muscoloscheletriche tra le segnalazioni valutabili”, “ancora in crescita e superiori nell’ultimo biennio al 70%, con una quota tra le donne che raggiunge l’88,8%”;
  • prosegue “il calo percentuale della sordità (dal 13,0% degli anni 2015 - 2016 al 10,9%)”;
  • tra i lavoratori over 60 “risulta che le malattie dell’apparato respiratorio e i tumori hanno un peso percentuale maggiore rispetto alle altre età”;
  • “le malattie della pelle figurano al primo posto (36,4%) tra i lavoratori più giovani (16 - 29 anni).
Inoltre la classificazione delle malattie secondo la codifica ICD (classificazione delle malattie e dei problemi correlati stilata dall'Organizzazione mondiale della sanità), “mostra ai primi posti, tra i casi con nesso causale positivo, le entesopatie periferiche e sindromi similari seguite da disturbi dei dischi intervertebrali, sordità e mononeuriti dell’arto superiore e mononeuriti multiple”.
A livello di settore economico e sesso, si segnala che i casi con nesso causale positivo “riguardano per quasi un quarto dei casi il settore delle costruzioni (23,0%), al secondo posto l’agricoltura (9,6%) e poi la fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, escluse macchine e impianti (5,5%). Per le donne si riscontra la quota maggiore nei settori della sanità e altri servizi sociali (16,0%) e nell’agricoltura (9,5%).
Rimandiamo alla lettura integrale del documento che riporta moltissime tabelle e ulteriori dettagli relativi all’analisi dei dati nazionali.

Dati e indicazioni sulle malattie professionali in Emilia-Romagna
Il rapporto contiene anche, come negli anni precedenti, una rassegna delle varie rilevazioni condotte nelle Regioni e nelle Province Autonome.
Ricordando che in occasione del nono rapporto abbiamo fornito informazioni sulla situazione in Lombardia, Abruzzo, Calabria e Campania, oggi, ci soffermiamo sulla Regione Emilia-Romagna.
Si segnala che in Emilia-Romagna nel 2017 “sono state registrate 3.865 patologie, solo 9 in più rispetto al 2016, mentre nel 2018 si è assistito ad una sostanziale diminuzione, con 3.608 segnalazioni complessive”. E l’Asl che riceve il maggior numero di segnalazioni “è quella della Romagna, seguita dalle Asl di Reggio Emilia e di Modena”.
I dati rapportati con la popolazione residente, “confermano che, a fronte di un tasso medio regionale intorno agli 87 casi per 100.000 abitanti, nel 2017 spiccano le Asl di Reggio Emilia e Modena con tassi rispettivamente pari a 168 e 119, mentre nel 2018 emergono le Asl di Reggio Emilia (156) ed Imola (117). Rilevanti nel 2018 anche i dati fatti registrare dalle Asl di Modena e della Romagna, mentre le Asl di Piacenza, Ferrara e Bologna, mostrano dati inferiori al tasso regionale. Il fenomeno riguarda gli uomini in misura doppia rispetto alle donne sia nel 2017 sia nel 2018, mentre la fascia d’età più colpita, con oltre il 43,0% dei casi registrati in entrambi gli anni considerati, è quella compresa fra i 50 e i 59 anni”.
Si indica poi che nel biennio 2017 - 2018 “le malattie muscoloscheletriche nel loro complesso costituiscono ancora le patologie più frequenti (71,8%), confermando l’andamento in forte crescita di questi ultimi anni. Seguono poi le sordità da rumore con il 20,8%, i tumori maligni della pleura e del peritoneo con il 2,0%, i tumori maligni apparato respiratorio (0,8%) e le malattie della pelle (0,6%). Aumentano le segnalazioni dei disturbi della sfera psichica, riconducibili a reazioni da stress lavorativo e sindromi mobbing-correlate: 48 casi nel 2017 - 2018 rispetto ai 33 del biennio precedente”.
Il rapporto segnala poi le patologie muscoloscheletriche “si presentano con maggiore frequenza nelle fasce d’età 50 - 59 anni, sebbene siano in gran parte presenti in tutte le fasce d’età (Tabella 4). Si evidenzia una percentuale molto elevata tra le donne rispetto agli uomini per la sindrome del tunnel carpale (20,8% vs 7,4%); tra gli uomini invece, al secondo posto dopo le muscoloscheletriche, emerge la sordità da rumore con una percentuale del 30,0%, rispetto al 2,0% tra le donne”.

Riferimento:
Inail, Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale, “ Malprof 2017 – 2018 - Il decimo rapporto Inail - Regioni sulle malattie professionali”, curato da Giuseppe Campo (coordinatore scientifico), Antonio Leva, Paolo Montanari, Adriano Papale (Dimeila, Inail) e dal Gruppo di Lavoro Malprof – Collana Ricerche, edizione 2021

Fonte: Puntosicuro
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